PLENIPOTENZA?
LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO /2
A Efeso erano presenti, visto il grande porto commerciale, diverse lingue e dialetti, il dono delle lingue straniere, o xenoglossolalia, era dunque uno strumento indispensabile per l’avanzamento dell’opera di Dio.270 «Riceveste lo Spirito quando credeste? Essi risposero: Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Con quale battesimo siete stati battezzati? Con quello di Giovanni.» (At 19:2 seg.).
Il dono delle lingue, là dove si manifesta, deve essere esercitato per amore del messaggio e di coloro che sono destinati a riceverlo, altrimenti è come ascoltare «un rame risonante o uno squillante cembalo» (1 Cor 13:1).289 289 “Crediamo vi sia una dotazione dello Spirito per i cristiani oggi che non consiste in un opera miracolosa ma di un equipaggiamento per la salvezza delle anime”. G. B. THOMPSON, The Ministry of The Spirit, Review and Herald, Washington D.C., 1914, p. 196.
Ai Colossesi 1:19; 2:9, lo stesso Paolo ricorda che solo in Gesù abita la pienezza della divinità, in lui, in lui solo, v’è la riconciliazione, il perdono dei peccati, la salvezza.
Noi siamo esseri umani anche se saremo ricolmi dello Spirito Santo.
OGNI GIORNO DI PIÙ
Come abbiamo visto nello studio dei primi capitoli, il verbo di Efesini 5:18 “siate ricolmi”, in greco “pleroustse”, è un imperativo passivo. Ma c’è un’altra particolarità che non abbiamo ancora sottolineato: il tempo dell’azione è espresso al presente suggerendo così, secondo la grammatica greca, un’esperienza continuata nel tempo.294 Agostino, De Trinitate, XIV, 17, 23,
«Siate ricolmi di Spirito» può essere così tradotto in italiano: “Siate continuamente ricolmi di Spirito”.
La Parola insegna tra l’altro che la crescita, della fama e della statura morale di Davide il grande re d’Israele, era garantita dalla presenza del Signore al suo fianco (2 Sam 5:10). L’esperienza del giusto, o del giustificato dal Signore nel linguaggio cristiano, è paragonata nella Scrittura alla luce, che durante il giorno cresce e illumina sempre di più con il suo chiarore (Prv 4:18).
Paolo esorta i fedeli a progredire sempre di più nell’esercizio della fede e la fede si esercita non solo nel rapporto verticale con il trascendente, ma anche nella relazione orizzontale e immanente con i nostri simili (1 Ts 4:1). Il ringraziamento, la lode non sono per il cristiano dei contenitori da riempire di tempo e parole vuote. Più la relazione con il Signore, con il suo Spirito, cresce, più vi sarà motivo di riconoscenza e lode legate a fatti contingenti
Lo studio personale della Parola e l’insegnamento alla chiesa permetterà lentamente, a coloro che la insegnano e a coloro che non ascoltano solo con le orecchie, d’essere salvati (1 Tm 4:13-16).
Tutti i fedeli sono esortati a crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (2 Pt 3:18)
È bene ricordare ancora una volta come lo Spirito di Dio non sia una potenza o una sostanza impersonale, si tratta invece di una persona divina, vivente.303 303 Seventh-Day Adventists Believe… 27, A Biblical Exposition of Fundamental Doctrines, General Conference Ministerial Association, Review and Herald, Maryland, 1988, p. 59.
Continuiamo senza stancarci quindi a chiedere al Signore di riempire la nostra vasca, chiediamo allo Spirito Santo di guidare completamente e senza sosta le nostre vite, lasciamoci piano piano conquistare dal Signore, così come scrive in maniera eloquente la scrittrice americana E.G. White: «Cristo opera continuamente nel cuore, a poco a poco, quasi inconsapevolmente, l’anima è attratta a lui. Molti pensano che la conversione sia istantanea in realtà è il risultato di un’azione lenta, paziente, prolungata dello Spirito di Dio».304 304 E.G. WHITE, op. cit., pp. 112 seg.
Nella Parola di Dio la pienezza del Signore nella vita del credente è presentata con diverse espressioni: essere ricolmi della Parola (Col 3:16), dimorare in Cristo (Gv 15), camminare nello Spirito (Gal 5:16), non spegnere lo Spirito (1 Ts 5:19), non rattristare lo Spirito (Ef 4:30) ecc. Tutte queste dichiarazioni sono espresse per scelta degli autori al tempo presente che, come abbiamo visto indica un’azione continuata, un’esperienza ininterrotta. L’essere ricolmi dello Spirito significa dunque accettare che la Parola di Dio ci compenetri ogni giorno completamente (Col 3:16) e questo spiega ancora una volta l’inseparabile relazione che intercorre tra lo Spirito e lo studio della Parola. La Parola senza Spirito rimane inchiostro su carta, lo Spirito senza Parola rimane muto. 305 L’essere ricolmi di Spirito in ultima analisi significa essere ricolmi di Cristo, la parola incarnata (Gv 1:14).306 305 S. BERNARDO, omelia miss. 4, 11, cit. da Catéchisme de l’Eglise Catholique, art. 108, p. 36. “La Parola, quindi, non istruisce se non interviene lo Spirito”. G. MAGNO, Hom., 30,1, in I Padri Vivi, Commenti patristici al Vangelo domenicale Anno C, op. cit, p. 115. 306 B. BRIGHT, Come Avere la Pienezza dello Spirito Santo, Vita Nuova, Firenze, 2001, p. 16.
In un mondo dove l’ideale dei nostri ragazzi non è più quello di raggiungere un obiettivo attraverso un percorso lungo e tortuoso, di studio e di lavoro, in un contesto dove la massima ambizione è quella di diventare un calciatore miliardario con la possibilità di spendere in media diciotto mila euro al mese, seicento al giorno;307 in un ambito, almeno in Italia, diffuso più di quanto si pensi, dove i genitori regalano per il compleanno dei propri figli la possibilità di un intervento di chirurgia plastica; in una mentalità che emerge da sondaggi seri, nei quali si scoprono i sogni dei nostri giovani308 che desiderano fare nell’ordine: lo skipper, lo spogliarellista, mentre le ragazze: le veline, o le conduttrici della Tv;309 i dettami della Parola di Dio sembrano alquanto assurdi.310 Se a questo stato si sommano le idee miracolistiche legate alla medicina, e alla paramedicina, fatta di diete sensazionali da compiersi senza nessuna rinuncia, piuttosto che puntare sul radicale cambiamento di vita, si capisce come l’insegnamento biblico sia ormai diventato per i più fuori moda.311 Dice bene W.E. Phipps, docente americano di filosofia e storia delle religioni, quando afferma che alcuni, cercando sistemi facili per farsi strada senza inciampi, trovano la realtà troppo complessa, troppo esigente e troppo tragica. Continuando il suo ragionamento sostiene che il dilemma fondamentale che l’umanità deve affrontare non oppone religiosità e irreligiosità, bensì una religione che insegna a vivere entro l’ordine della creazione e a soccorrere i deboli, e un’altra che pretende di aiutare a raggiungere dei traguardi usando riti manipolatori. Gesù ha optato per la prima alternativa, peccato che molti dei suoi seguaci abbiano preferito la seconda.312 307 G. A. STELLA, Chic, viaggio tra gli italiani che hanno fatto i soldi, Mondadori, Milano, 2000, p. 13.“Ci si è accomodati nella quiete dell’indifferenza e della superficialità, si è narcotizzato ogni fremito di utopia, i sono trasformati gli interrogativi che artigliano l’anima in vacui esclamativi televisivi, si è spogliato il cervello dalle ideologie per riempirlo di luoghi comuni, di mode e di modi”.308 308 G. RAVASI, “Finché si è inquieti…”, op. cit., p. 49. 3. 309 G. A. STELLA, op. cit., p. 11. 310 “Cristo appare come la grande Presenza che illumina tutto, unico esegeta dell’uomo e dei suoi problemi, perché Cristo non è solo irruzione di Dio nella storia, ma anche irruzione massiccia di senso […] Il nostro mondo parla di produzione, di consumo, di profitti, di rendite; lui parla di servizio gratuito, di dedizione, di amore verso gli altri fino al dono della propria vita”. R. LATOURELLE, op. cit., in La Cosa più Importante per la Chiesa del 2000, p. 36. 311 Cfr. N. TRENTACOSTE, op. cit., p. 18. 312 W. E. PHIPPS, op. cit., p. 233.
“Cristo appare come la grande Presenza che illumina tutto, unico esegeta dell’uomo e dei suoi problemi, perché Cristo non è solo irruzione di Dio nella storia, ma anche irruzione massiccia di senso […] Il nostro mondo parla di produzione, di consumo, di profitti, di rendite; lui parla di servizio gratuito, di dedizione, di amore verso gli altri fino al dono della propria vita”. R. LATOURELLE, op. cit., in La Cosa più Importante per la Chiesa del 2000, p. 36. 311 Cfr. N. TRENTACOSTE, op. cit., p. 18. 312 W. E. PHIPPS, op. cit., p. 233.
«La presenza divina mediante lo Spirito Santo costituisce l’esaudimento [della preghiera]».316 316 O. CULLMANN, La Preghiera nel NT, Claudiana, Torino, 1995, p. 146.
Anania era sensibile alle insidie del peccato, aveva aperto volontariamente la porta a Satana e alla sua influenza, e chiuso l’entrata allo Spirito di Dio. Il verbo utilizzato in questo passaggio per tradurre l’idea che Satana aveva in qualche modo riempito il cuore di Anania è lo stesso verbo greco (pleroo) utilizzato da Paolo in Efesini 5:18. Lo Spirito ricolma i cuori, ma anche Satana ha la possibilità di riempirli (Mt 12:43-45), dello spirito della menzogna (Gv 8:44).326 La tentazione del nemico era riuscita a vincere Anania ricolmandolo della sua funesta presenza, nello stesso istante in cui Pietro terminò il suo dire Anania cadde a terra morto.
L’uomo non può servire a due padroni, se è lo Spirito di Dio a ricolmare la nostra esistenza, “Mammona” non potrà niente nei nostri confronti (Mt 6:24).
Essere ricolmi di Dio e sperimentare il suo potere, non è in qualche maniera riservato a una elite spirituale, è invece un privilegio per tutti coloro che hanno iniziato a camminare verso Dio nascendo di nuovo nelle acque battesimali. Per camminare con Dio, come fecero i patriarchi, i profeti, i discepoli (Gn 5:22, 24; 6:9; Gal 5:16) , abbiamo urgente bisogno di renderci conto della necessità espressa da Paolo nel versetto che stiamo studiando, la fede sarà fraterna, cioè vissuta in comunità o cesserà di esistere.335 335 P. Liégé, cit. da L.J. SUENENS, op. cit., p. 129.
Ci si potrebbe chiedere, leggendo questo brano, come sia possibile parlare in musica.336 336 Agostino: “Quell’ineffabile che non riesci a esprimere. E se tu non riesci a trovare le parole, e pur non devi tacere, che cosa puoi fare se non cantarlo? Lo canterai senza la costrizione delle sillabe e il cuore godrà sena l’impaccio delle parole”. Cit. da R. RIZZO, Liturgia, dispense per lo studio, Istituto di Cultura Biblica “Villa Aurora”, Firenze, 2004, p. 11.
Stiamo cantando l’Inno di Mosé e dell’Agnello?
Gli inni della conversione o esperienza con Dio o della volontà nei riguardi di chi ci vuole irreprensibili-senza peccato. Gli inni che rispecchiano il nostro Credo, la nostra esperienza credendo Gesù, ubbidendo lo Spirito Santo. Sì tutto ciò a gloria di IDDIO e adorazione a che verrà nei secoli dei secoli adorato per tutte l’eternità.
Efesini 5:18-21
Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Testimoni di ciò che il Signore ha fatto per ognuno di noi, edificati dalle opere meravigliose che il Signore ha compiuto per i nostri fratelli e le nostre sorelle. Queste testimonianze, anche cantate, hanno il potere spirituale di trasformare la nostra comunità e tutti coloro che desiderano farne parte”.
Il primo verbo al participio infatti è il greco “laleo”, che si riferisce nella lingua greca al movimento della lingua e al suono che esce dalla bocca, alla parola in sostanza. Esso è un verbo onomatopeico ed è originato dal semplice sillabare dei neonati: “la, la, la”.
Cantare, produrre suoni armoniosi, è un’espressione dell’intima ispirazione, la musica esprime sensazioni inesprimibili altrimenti. Studiare, preparare, curare, questo aspetto nella comunità potrà portare benefici spirituali enormi.
Come erano ripiene le ore del giorno di Gesù?
Come lo possiamo ringraziare e come potremo imitarlo nei nostri anni di vita, nel Millennio? Come possiamo consacrarci? Come si può eseguire la vita mestiere e vocazione qual Re e Sacerdoti?
1. L’accontentarsi
2. L’esempio della etica di S. Paolo (il fabbricatore di tende e l’evangelista sempre pronto.
Il cristiano è invitato a ringraziare:
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per le benedizioni e la grazia ricevuta da Dio (Sal 106:1; 107:1; 136:1- 3),
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per il dono di Cristo (2 Cor 9:15),
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per il suo potere e il suo regno (Ap 11:17),
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per la liberazione dal peccato (Rm 7:23-25),
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per la vittoria sulla morte (1 Cor 15:57),
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per la saggezza e per la forza (Dn 2:23),
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per il trionfo del Vangelo (2 Cor 2:14),
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per la conversione degli altri (Rm 6:17),
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per la fede degli altri (Rm 1:8; 2 Ts 1:3),
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per l’amore degli altri (2 Ts 1:3),
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per la grazia fatta agli altri (1 Cor 1:4; Fil 1:3-5; Col 1:3- 6),
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per lo zelo degli altri (2 Cor 8:16),
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per la chiamata al servizio (1 Tm 1:12),
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per la volontarietà delle offerte (1 Cr 29:6-14),
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per ogni essere umano (1 Tm 2:1);
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per ogni cosa (2 Cor 9:11).
La lista su elencata crediamo possa motivare in qualche modo la questione posta in merito al perché ringraziare.
Una volta ancora crediamo comunque sia bene ricordare che l’uomo esiste, c’è, ma non è scontato abbia il diritto all’esistenza. Tutto ciò che si verifica in noi, sopra di noi, fuori di noi, è un dono meraviglioso che proviene dal Padre dell’universo (Gc 1:17) al quale appartiene la terra (Sal 24:1).
«Pregare nel nome di Gesù, non significa semplicemente menzionare quel nome all’inizio e alla fine di una preghiera, ma vuol dire pregare con lo stesso atteggiamento mentale e lo stesso spirito di Cristo, significa credere nelle sue promesse, fare assegnamento sulla sua grazia e agire come lui».347 347 E.G. WHITE, La Via Migliore, ADV, Falciani, 1982, p. 90.
In Luca 1:15 è detto che Giovanni il battista sarà ricolmo di Spirito fin dal grembo di sua madre, la sua vita sarà spesa nell’intento di convertire molti dei figli d’Israele e per preparare un popolo ben disposto al Signore. La presenza dello Spirito guiderà Giovanni nel suo compito profetico e nella predicazione della Parola di Dio. Nello stesso Vangelo (Lc 1:67), Zaccaria padre del battista, ricolmo di Spirito, profetizza l’avvento del Messia.
Stefano
L’essere ricolmo di Spirito ha permesso a Stefano martire, di organizzare la sua scala di valori, tutto diventa di secondaria importanza davanti al piano di Dio, tutto il resto assume un’importanza relativa (Fil 3:8)
Come potrebbe dunque l’uomo: •mentirgli (At 5:3); •tentarlo (At 5:9); •resistergli (At 7:51); •affliggerlo (Ef 4:30); •oltraggiarlo (Eb 10:29); •bestemmiarlo (Mt 12:31); •invocarlo (Ez 37:9)!
«La religione munda ed immacolata appresso Dio e il [p. 126 modifica] Padre, dice il Nuovo Testamento, è questa: essere benefico e pietoso, e custodirsi puro dalle contaminazioni del secolo». Fra Paolo Sarpi
(Le voci nella Chiesa apostata del purgatorio a riguardo sono apprezzamenti verso Maria, il papa – trattasi di enfatizzazioni bigotte. Non approvate dagli Apostoli).
...poichè l’essere umano si governa tutto per passioni, e primeggiano fra loro l’ambizione e l’avarizia, elle fecero supporre che anco a Dio piacessero le ricchezze e la potenza. In conseguenza di che fra le instituzioni e leggi ecclesiastiche inventate da ottocento anni, poche sono quelle che non abbiano per fine di padroneggiare le coscienze e far denari. I meriti spirituali divennero facoltà trasmissibili: essendone depositari i preti, gli vendevano; avendone bisogno i laici, gli compravano. E il papa, vicario di Dio in terra, uguale a Dio in plenipotenza, giustizia e infallibilità, essendo la scaturiggine di tutti que’ beni, divenne l’oggetto principale del culto; e soggetto, le sue leggi. È naturale il credere che nissuna ne farebbe in suo svantaggio.
https://it.wikisource.org/wiki/Biografia_di_Fr%C3%A0_Paolo_Sarpi/Vol._II/Capo_XXI
(Venezia 14 agosto 1552 – Venezia, 15 gennaio 1623)
“Da un lato, gli apostoli hanno ricevuto dal Signore la missione e la plenipotenza di offrire a tutti la piena salvezza; non è compito dell’apostolato di escludere qualcuno dalla salvezza o di esprimere un giudizio denigratorio su altre comunità religiose.”
“Dall’altro lato, come già detto in precedenza, la concessione della salvezza divina avviene in modo differenziato nei diversi periodi del divino piano di salvezza, in parte anche senza l’operare dell’apostolato.”file:///C:/Users/user/Pictures/Downloads/stellungnahme-heil-exklusivitaet-it-240106.pdf
Plenipotenza a Maria?
L'avventista Sylvia Renz scrisse nel "Reden in den Wind?": 1978. Il mariologo cattolico Laurentin disse a Dublino, dove si erano riuniti 20.000 cattolici: "Per ragioni ecumeniche, abbiamo messo Maria in secondo piano. Ma ora sta diventando chiaro che senza Maria, il rinnovamento della Chiesa non può progredire".
"Durante la cerimonia di chiusura, oltre 1000 sacerdoti e vescovi cattolici hanno cantato in lingue e danzato per la gioia di Dio".
La funzione materna di Maria "aiuto" dei suoi figli, si dipana nell' accompagnare la Chiesa non solo nel pellegrinaggio terreno dei suoi membri, ma anche nel percorso delle anime in Purgatorio.
Maria ha un certo dominio e plenipotenza, così per sollevarle come anche per liberarle da quelle pene"
(S. Alfonso Maria de Liguori, Le glorie di Maria)
"La Chiesa, contemplando la arcana santità di Maria, imitandone la carità e compiendo fedelmente la volontà del Padre, diventa essa pure madre per mezzo della parola di Dio accolta con fede; mediante la predicazione e il battesimo essa genera alla vita nuova e immortale i figli che sono stati concepiti ad opera dello Spirito Santo e sono nati da Dio. (Lumen Gentium n. 64-65)
http://chiamatiallasperanza.blogspot.com/2014/05/
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Paraclito è una parola che viene dal greco, che significa nello stesso tempo consolatore e avvocato. Lo Spirito Santo, cioè, non ci lascia soli mai, sta vicino a noi, come un avvocato che assiste l'imputato stando al suo fianco. E ci suggerisce come difenderci di fronte a chi ci accusa.
In Sintesi:
PLENIPOTENZA= AUTORITÀ + POTENZA
Questa è l’Autorità speciale
“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Mt 28 19.20
Questa è la potenza spirituale
“Alzate gli occhi al cielo e osservate: chi ha creato queste cose? Colui che le fa uscire come un esercito, conoscendone il numero esatto; le chiama tutte per nome. Grazie alla sua immensa energia e alla sua straordinaria potenza non ne manca nessuna”. Is 40:2 6
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la *Giudea e *Samaria, e fino all'estremità della terra”. Ft 1:8
“Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto”. Lc 24: 49
Anzichè affidarci alle tante paure dei Predicatori, affidiamoci totalmente all'Autorità di Gesù e alla Potenza dello Spirito Santo! IDDIO è superiore a satana e a tutta l'umanità!
PENTECOSTE 1
PENTECOSTE - JOM SCHAWUOTH
7 «È il Padre che stabilisce i tempi giusti», rispose Gesù, «Non spetta a voi conoscerli.
8 Ma quando lo Spirito Santo sarà disceso su di voi, riceverete una potenza tale, che parlerete di me con straordinaria efficacia a tutta la gente di Gerusalemme, della Giudea, della Samaria, fino ai confini della terra!» Fatti 1
1 Passate sette settimane dalla morte e dalla resurrezione di Gesù, nel giorno della Pentecoste, i credenti si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
2 Improvvisamente si udì un rumore dal cielo, come quando soffia un vento impetuoso, un rumore tale che riempì tutta la casa dove si trovavano.
3 Allora apparvero come lingue di fuoco, separate l'una dall'altra, che si posavano sopra ciascuno di loro.
4 Tutti i presenti furono pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, perché lo Spirito Santo dava loro questa capacità. 5 Quel giorno c'erano a Gerusalemme molti uomini timorati di Dio, venuti da tutte le parti del mondo per le celebrazioni religiose.
6 Al sentire quel rumore, corsero a vedere e rimasero confusi, perché ciascuno sentiva i discepoli parlare nella propria lingua. 7 «Come può essere?!» esclamavano meravigliati. «Ma questi che parlano non sono tutti della Galilea?
8 Come mai, allora, li sentiamo parlare nelle lingue dei nostri paesi d'origine?!
11 ... E tutti noi sentiamo questi uomini che parlano nelle nostre lingue delle grandi cose di Dio! Fatti degli Apostoli 2
Nel campo della teologia-Spirito Santo ci s'imbatte spesso con il dono delle lingue-il battesimo dello spiirito Santo-i pentecostali- i carismatici.
Molti fratelli e sorelle non sapendo -parlare in lingue- come loro, si credono messi indietro dallo Spirito Santo.
Che cos'è in effetti: il parlare in lingue.
Parlare in lingue (o glossolalia) è un fenomeno religioso in cui i credenti emettono suoni non intellegibili o lingue sconosciute, interpretato nei contesti pentecostali e carismatici come un dono dello Spirito Santo. Nella Bibbia, è descritto come un segno di fede, un linguaggio di preghiera o un mezzo per edificare la chiesa, spesso accompagnato dall'interpretazione.
La glossolalia, dal greco γλώσσα (glôssa), «lingua», e λαλέω (laléō), «parlare», indica il «parlare in altre lingue»; più precisamente, per glossolalia s'intende la pronuncia di ciò che può essere: una lingua esistente ma ignota a chi parla[2] (xenoglossia o xenolalia),[3] le parole di un linguaggio mistico sconosciuto,[2] oppure semplici vocalizzi e sillabe prive di significato.[2] Talvolta essa appare come parte di un rito religioso.[2]
Ad esempio, nel cristianesimo il «parlare in varie lingue», o polilalia(termine che in seguito ha assunto il significato di eccessivo parlare), è considerato un dono di Dio per mezzo dello Spirito Santo. Wikipedia
Alcuni cristiani sostengono che questa glossolalia religiosa includa, almeno in certi casi, una vera e propria lingua ispirata dallo Spirito Santo: espressioni verbali in una lingua sconosciuta sia a chi parla sia a chi ascolta. L'interpretazione della glossolalia come manifestazione autentica dello Spirito Santo è particolarmente diffusa nelle denominazioni evangeliche e fondamentaliste conservatrici, ma è presente anche in ambito cattolico, specialmente nei contesti carismatici.
In sintesi, i cristiani carismatici distinguono tre diverse modalità o attività associate alla glossolalia:
- il «segno delle lingue», che si riferisce alla xenoglossia, nella quale chi parla comunica in una lingua realmente esistente ma per lui sconosciuta;
- il «dono delle lingue», inteso come la credenza che lo Spirito Santo comunichi talvolta un messaggio in una lingua «mistica», non immediatamente comprensibile e bisognosa di interpretazione;
- la «preghiera nello Spirito», che comprende anche il cosiddetto «canto in lingue»[12]: in questo caso il credente utilizza la glossolalia come forma di preghiera attraverso vocalizzi, lallazioni, sillabazioni o semplici canti,
Nel XIX secolo lo spiritismo si sviluppò come religione autonoma grazie all'opera di Allan Kardec; in questo contesto il fenomeno venne considerato una delle manifestazioni evidenti dell'attività degli spiriti. Gli spiritisti sostenevano che alcuni episodi fossero in realtà casi di xenoglossia, ossia l'uso di lingue sconosciute al parlante. Tuttavia, con il passare del tempo, sia l'importanza attribuita al fenomeno sia la sua presunta frequenza sono notevolmente diminuite. Lo spiritismo contemporaneo tende infatti a considerare la glossolalia priva di significato, poiché incapace di trasmettere messaggi intelligibili ai presenti.
Fenomeni di glossolalia sono stati osservati anche nello sciamanesimo e nella religione Vudù di Haiti.
1Corinzi 14
1 Fate in modo che l'amore sia lo scopo della vostra vita; però chiedete anche i doni speciali dello Spirito Santo, soprattutto il dono della profezia, per poter predicare.«Parlare in altre lingue».2 Ma se il vostro dono è quello di parlare in altre lingue che non avete mai studiato, ricordatevi che, facendo così, parlerete a Dio, non agli altri che non possono capirvi. Voi parlerete per la potenza dello Spirito, ma le cose che direte saranno tutte segrete.3 Chi profetizza, invece, e predica il messaggio di Dio, aiuta gli altri a crescere spiritualmente, li incoraggia e li conforta.4 Perciò, chi parla in lingue sconosciute aiuta se stesso a crescere spiritualmente, mentre, chi profetizza aiuta la chiesa a crescere in santità e serenità.5 Vorrei che tutti voi parlaste in altre lingue, ma ancora di più, vorrei che foste capaci di profetizzare e di predicare il messaggio di Dio. Chi profetizza è più utile di chi parla in altre lingue, a meno che quest'ultimo non interpreti ciò che dice, e così la chiesa ne riceva un beneficio.6 Infatti, cari fratelli, se io venissi da voi parlando in altre lingue che non capite, di che aiuto vi sarei? Vi aiuto invece se vi porto qualche rivelazione, o conoscenza o profezia o parole di istruzione.7 Anche gli strumenti, il flauto, o l'arpa, per esempio, se non dessero suoni diversi, come si potrebbe distinguere il suona di uno da quello dell'altro?8 E se la tromba non suonasse le note giuste, come farebbero i soldati a capire che sono chiamati in battaglia?9 Questo vale anche per voi: se pronunciate parole incomprensibili, grazie al vostro dono delle lingue, come faranno gli altri a capire ciò che dite? Sarà come se parlaste all'aria!10 Per quante lingue esistano al mondo, tutte hanno un senso.11 Se non capisco le parole di una lingua, sarò uno straniero per chi mi parla, e l'altro lo sarà per me.12 Quindi, visto che ci tenete tanto ad avere doni speciali dallo Spirito Santo, chiedete i migliori, quelli che servono per il bene di tutta la chiesa.13 Perciò, chi parla in altre lingue deve pregare Dio di avere anche il dono di poterle interpretare.14 Infatti, se io prego in una lingua che non conosco, è il mio spirito che prega, non la mia mente.15 Che farò allora? Pregherò con lo spirito, ma anche con la mente (e cioè in lingue sconosciute, ma anche nella lingua corrente che tutti capiscono). Canterò inni al Signore in lingue sconosciute, ma canterò anche in lingua corrente, in modo che si possa capire la lode che innalzo a Dio.16 Altrimenti, se lodate e ringraziate Dio soltanto con lo spirito, parlando in altre lingue, come faranno quelli che non vi capiscono a lodare Dio con voi? Come potranno ringraziare il Signore con voi, se non capiscono ciò che dite?17 Certo, da parte vostra, ringraziate Dio come si deve, ma gli altri non ne ricevono alcun beneficio.18 Ringraziate Dio perché parlo in lingue sconosciute più di tutti voi;19 ma in chiesa preferisco dire cinque parole comprensibili per aiutare anche gli altri, piuttosto che diecimila che nessuno riesce a capire.20 Cari fratelli, non ragionate come bambini. Siate come bambini innocenti per quanto riguarda il male, ma uomini fatti per capire queste cose.21 Il Signore ci dice nelle Scritture:
«Io parlerò a questo popolo per mezzo di stranieri, gente che parla altre lingue, ma neppure così mi daranno ascolto».
22 Vedete, perciò, che la capacità di parlare in altre lingue è un segno non per i figli credenti, ma per quelli che non credono. Invece, la profezia, è ciò che serve ai cristiani.23 Quando la chiesa si riunisce al completo, se vi mettete a parlare in altre lingue ed entrano degli estranei o dei non credenti, che succederà? Probabilmente vi prenderanno tutti per matti!24 Se, invece, tutti fanno discorsi profetici ed entra qualche estraneo o qualche non credente, costui si potrà convincere di essere peccatore e la sua coscienza sarà toccata da ciò che sente dire.25 Mentre ascolta, saranno messi a nudo i segreti del suo cuore; e allora s'inginocchierà per adorare Dio e dirà che il Signore è davvero lì fra voi.26 Per ricapitolare, fratelli miei: nelle vostre riunioni ci sarà chi canta, chi insegna, chi comunica speciali messaggi di Dio, chi parla in altre lingue e ci sarà anche chi interpreta queste lingue sconosciute; ma ricordate che ogni cosa dev'essere d'aiuto spirituale per tutti.27 Quelli che parlano in lingue sconosciute non devono essere più di due o tre, e devono parlare uno per volta, poi ci deve essere sempre qualcuno pronto ad interpretare ciò che dicono.28 Però, se non c'è nessuno che possa interpretare, chi vorrebbe parlare in lingue sconosciute se ne stia zitto in pubblico. Parli soltanto sottovoce fra sé e con Dio.29 Per quanto riguarda i profeti, due o tre possono fare profezie, uno per volta, se hanno questo dono; e gli altri restino ad ascoltare. Ma se qualcun altro che sta ascoltando riceve un messaggio o un'idea dal Signore, il primo smetta di parlare.30 31 In questo modo, tutti quelli che hanno il dono della profezia possono parlare uno dopo l'altro per insegnare e incoraggiare quelli che ascoltano.32 Ricordate che chi ha un messaggio da Dio, è anche capace di fermarsi e di aspettare il suo turno.33 Dio infatti non vuole né disordine, né confusione. Dio ama l'armonia e la pace.34 Come è usanza in tutte le comunità di credenti, le donne devono tacere durante le riunioni, perché a loro non è permesso parlare. Stiano sottomesse agli uomini, invece, come dicono le Scritture stesse.35 Se hanno una domanda da fare, la facciano al marito, a casa, perché non sta bene che una donna parli durante le riunioni della chiesa.36 Non siete d'accordo? Pensate, forse, che la parola di Dio cominci e finisca con voi, Corinzi? Beh, vi sbagliate di grosso!37 Se qualcuno pensa di avere il dono della profezia, o qualsiasi altro dono dello Spirito Santo, deve riconoscere che ciò che dico è un ordine del Signore.38 Ma se qualcuno preferisce non capire, resti pure nella sua ignoranza!39 Perciò, fratelli, ambite pure ad essere profeti per poter predicare con chiarezza il messaggio di Dio, e non proibite agli altri di parlare in lingue sconosciute, 40 ma che tutto sia fatto con decoro e con ordine.
.Ellen Gould White scrive nel "Gli Uomini che vinsero un impero":
La promessa dello Spirito Santo non è limitata a un’età o a una razza soltanto. Cristo dichiarò che l’influsso divino del suo Spirito avrebbe sostenuto i suoi seguaci sino alla fine dei tempi. Dal giorno della Pentecoste a oggi, il Consolatore è stato mandato a coloro che si sono consacrati completamente al Signore e al suo servizio. Per tutti coloro che hanno accettato Cristo come personale Salvatore, lo Spirito Santo è stato consigliere, santificatore, guida e testimone. Più i credenti si avvicinano a Dio e più chiaramente essi testimoniano dell’amore del Redentore e della sua grazia salvifica. Uomini e donne che nei secoli hanno gioito in larga misura della presenza dello Spirito nella loro vita, sono stati dei segni e dei prodigi per il mondo. Dinanzi ad angeli e uomini essi hanno rivelato la potenza trasformatrice dell’amore divino. UVI 32.2
Coloro che durante la Pentecoste furono rivestiti della potenza divina non erano esenti da tentazioni e prove. Mentre testimoniavano per la verità e la giustizia, ripetutamente erano assaliti dal nemico della verità che cercava di derubarli della loro esperienza cristiana. Furono costretti a lottare con tutta la potenza che Dio aveva dato loro per raggiungere la statura perfetta di Gesù Cristo. Ogni giorno pregavano per un rinnovato dono della grazia, che permettesse loro di raggiungere vette sempre più alte verso la perfezione. Anche il più debole, sottomettendosi allo Spirito Santo, esercitando la fede in Dio, imparò a migliorare le qualità che gli erano state date e a diventare santo, puro e nobile. Sottomettendosi umilmente all’influsso trasformatore dello Spirito Santo, ricevettero tutti la pienezza del Padre, e furono trasformati secondo l’immagine divina. UVI 32.3
Il periodo di tempo trascorso non ha apportato alcun cambiamento alla promessa di Cristo di inviare lo Spirito Santo come suo rappresentante. Non è a causa di una restrizione di Dio che le ricchezze della sua grazia non si riversano sugli uomini. Se l’adempimento della promessa non si realizza appieno è perché essa non viene apprezzata come si dovrebbe. Tutti, se lo desiderassero, potrebbero essere ripieni dello Spirito. Dove il bisogno dello Spirito è poco sentito, ci sono aridità spirituale, oscurità, declino spirituale e morte. Dove si presta attenzione alle cose di poco valore, la potenza divina, tanto necessaria alla crescita e alla prosperità della chiesa, viene a mancare. Con facilità si dimentica che essa è totalmente disponibile e che ogni possibile miglioramento della condizione umana è legato indissolubilmente alla sua azione. UVI 32.4
La manifestazione di un’estasi spirituale in circostanze straordinarie non è la prova conclusiva dell’essere cristiano di un credente. La santità non è estasi: essa è sottomissione completa al volere di Dio; è vivere secondo ogni parola che procede dalla sua bocca; è fare la volontà del nostro Padre celeste; è aver fede in Dio nelle prove, nell’oscurità come nella luce; è camminare per fede non secondo la logica umana; è avere una fiducia incondizionata in Dio ed essere certi del suo amore. UVI 33.3
Per noi non è essenziale sapere definire esattamente che cos’è lo Spirito Santo. Cristo ci dice che lo Spirito è il Consolatore, “lo Spirito della verità che procede dal Padre”. Giovanni 15:26 (Luzzi). Dello Spirito è stato chiaramente detto che, nella sua funzione di guida degli uomini alla verità, “non parlerà di suo”. Giovanni 16:13 (Luzzi).UVI 33.4
La natura dello Spirito Santo è un mistero. Gli uomini non possono spiegarla, perché il Signore non l’ha rivelata loro. Uomini dotati di fantasia potrebbero mettere insieme alcuni passi delle Scritture e basare su di questi una particolare dottrina. Accettare queste idee non contribuirà però all’edificazione della chiesa. Intorno a tali ministeri, al di là della comprensione umana, il silenzio è la scelta migliore. UVI 33.5
Il ministero dello Spirito Santo è distintamente specificato nelle parole di Cristo: “Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” (Giovanni 16:8, Luzzi) è lo Spirito Santo che convince di peccato. Se il peccatore risponde agli avvertimenti dello Spirito, sarà guidato a pentirsi e a rendersi conto dell’importanza di ubbidire ai comandamenti divini. UVI 34.1
Al peccatore pentito, affamato e assetato del perdono divino, lo Spirito Santo rivela l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Cristo disse: “Nelle sue parole si manifesterà la mia gloria, perché riprenderà quel che io ho insegnato, e ve lo farà capire meglio”. Giovanni 16:14. “Egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto”. Giovanni 14:26 (Luzzi). UVI 34.2
È vero che nel tempo della fine, quando l’opera di Dio nel mondo starà per concludersi, sotto la guida dello Spirito Santo, gli sforzi di uomini consacrati saranno accompagnati da speciali segni del favore divino. Dietro l’immagine della prima e ultima pioggia, che cade in Oriente al tempo della semina e del raccolto, i profeti ebrei predissero che la chiesa di Dio avrebbe ricevuto dei doni spirituali in straordinaria misura. Il dono dello Spirito ai tempi degli apostoli fu l’inizio della prima pioggia e diede grandi risultati. Al tempo della fine, lo Spirito sarà presente tra le file della vera chiesa. UVI 35.2
Pentecoste
I discepoli pregarono con intenso fervore per essere resi idonei a incontrarsi con tutti gli uomini e per testimoniare nella loro vita quotidiana con parole che guidassero i peccatori a Cristo. Cancellando tutte le differenze, tutti i desideri di supremazia, essi si univano. Il loro rapporto con Dio si intensificava. Così facendo comprendevano quale privilegio avessero nel potersi associare così intimamente a Cristo, e si rammaricavano del fatto che spesso il loro comportamento aveva addolorato il Signore. Erano stati troppo lenti nel comprendere le lezioni che, per il loro bene, Egli aveva impartite. UVI 24.1
Quei giorni di preparazione furono giorni di profondi esami di coscienza. I discepoli riconobbero il loro bisogno spirituale e supplicarono il Signore affinché con l’olio santo dello Spirito li rendesse idonei a lavorare per la salvezza del mondo. Essi non chiesero solamente benedizioni per se stessi. Si sentivano aggravati dalla responsabilità che comportava l’annuncio della salvezza. Comprendevano che l’Evangelo doveva essere predicato a tutto il mondo e chiedevano la potenza che Cristo aveva promesso. UVI 24.2
Mentre i discepoli pregavano, lo Spirito si posò su loro con una pienezza che colmava ogni cuore. L’Essere Infinito rivelava con potenza Se stesso alla sua chiesa. Era come se per secoli questo influsso fosse stato trattenuto, e ora il cielo gioiva di poter riversare sulla chiesa le ricchezze dello Spirito. Sotto la guida dello Spirito, i discepoli pronunciarono parole di pentimento e confessione insieme a canti di lode per il perdono ricevuto. Si udivano parole di gratitudine e di profezia. Immersi nell’estasi di quegli istanti, i discepoli esclamavano: “In ciò si manifesta l’amore di Dio...” Essi si appropriarono del dono offerto loro. E cosa successe? La spada dello Spirito, affilata con potenza e contrassegnata dal bagliore del cielo, si fece strada fra l’incredulità degli uomini. Migliaia ne furono convertiti in un solo giorno. UVI 24.5
“A Gerusalemme c’erano Ebrei, uomini molto religiosi, venuti da tutte le parti del mondo”. Atti 2:5. Durante il periodo della diaspora [], gli ebrei si erano sparsi in tutto il mondo allora abitato, e nel loro esilio avavano imparato a parlare varie lingue. Molti di loro erano venuti a Gerusalemme per partecipare alla celebrazione delle feste religiose tradizionali. Ogni lingua era rappresentata da coloro chr partecipavano a queste feste. La diversità di lingue sarebbe stato un grande ostacolo per la proclamazione del Vangelo; Dio perciò scelse un modo miracoloso per colmare la lacuna degli apostoli in questo ambito. Lo Spirito Santo fece per loro ciò che essi non avrebbero potuto compiere da soli iin tutta la vita. Ora potevano predicare le verità del Vangelo ovunque, parlando con precisione le stesse lingue di coloro ai quali testimoniavano. Questo dono miracoloso era la prova del fatto che la loro missione aveva ottenuto l’approvazione di Dio. Da allora in poi la lingua dei discepoli fu pura, semplice e corretta, sia che parlassero nella loro lingua nativa che in lingua straniera. UVI 25.4
“Appena si sentì quel rumore, si radunò una gran folla, e non sapevano che cosa pensare. Ciascuno infatti li sentiva parlare nella propria lingua, per cui erano pieni di meraviglia e di stupore e dicevano: “Questi uomini che parlano sono tutti Galilei? Come mai allora li sentiamo parlare nella nostra lingua nativa?” Atti 2:6-8. UVI 26.1
I sacerdoti e i capi del popolo erano molto irritati a motivo di questa meravigliosa manifestazione, ma non osavano maliziare sul fatto per paura di esporsi alla reazione del popolo. Essi avevano messo a morte il Nazareno, ma ora i suoi servitori, illetterati galilei, raccontavano in tutte le lingue parlate, la storia della sua vita e del suo ministero. I sacerdoti decisero così di rendere meno appariscente il miracolo compiuto dai discepoli presentandolo come una qualsiasi altra manifestazione naturale, e dichiarando che essi si erano ubriacati con il vino che era stato preparato per la festa. Alcuni tra i più ignoranti del popolo credettero a queste false insinuazioni, ma i più perspicaci capirono che si trattava di un inganno. Coloro che avevano assistito al miracolo testimoniarono di aver compreso il messaggio apostolico nella loro lingua nativa. UVI 26.2
In risposta alle accuse dei sacerdoti, Pietro spiegò che questa manifestazione era il perfetto adempimento della profezia di Gioele, dove egli predisse che una tale potenza sarebbe venuta sugli uomini per renderli idonei a svolgere una speciale missione. “Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spenderò del mio Spirito sopra ogni carne: e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno””.Atti 2:14-18 (Luzzi). UVI 26.3
I capi giudei avevano creduto che il lavoro del Cristo sarebbe finito con la sua morte. Nonostante questa loro aspettativa, essi non avevano potuto fare a meno di assistere alle meravigliose scene del giorno della Pentecoste. Essi si erano accorti che i discepoli erano ripieni di una potenza e di una energia fino allora sconosciute. La loro predicazione era confermata da segni e prodigi di ogni tipo. In Gerusalemme, la roccaforte del giudaismo, migliaia di persone avevano apertamente dichiarato la loro fede in Gesù di Nazareth, il Messia. UVI 28.6
La Pentecoste portò loro l’illuminazione celeste. Le verità che non potevano comprendere mentre Gesù era con loro, ora erano capite. Con una fede e una certezza che non avevano mai conosciuto prima, accettavano gli insegnamenti delle Sacre Scritture. La divinità del Cristo non era più una questione di fede. Loro sapevano che, sebbene rivestito di umanità, Egli era senza dubbio il Messia, e raccontavano la loro esperienza al mondo convinti del fatto che Dio era in mezzo a loro. UVI 29.4
Gli apostoli potevano pronunciare il nome di Gesù con certezza; non era forse lui il loro amico e fratello maggiore? La loro comunione con Cristo era tanto intensa da far sentire loro la vicinanza fisica del Maestro. Con quali parole ferventi essi esprimevano i loro pensieri mentre testimoniavano di lui! I loro sentimenti di amore per il prossimo erano così profondi da costringerli ad andare fino alle estremità della terra per testimoniare della potenza di Cristo. Essi volevano portare avanti, a ogni costo, il lavoro che Egli aveva iniziato. Riconoscevano la grandezza del loro debito verso Dio e la responsabilità della loro missione. Fortificati dalla potenza dello Spirito Santo, avanzavano pieni di zelo per estendere a tutto il mondo i trionfi della croce. Lo Spirito li animava e parlava attraverso loro. La pace di Cristo splendeva sui loro volti. Avevano dedicato la loro vita al suo servizio e il carattere testimoniava della loro consacrazione. UVI 29.5
LE LINGUE DI FUOCO
PENTECOSTE

Il card. Mezzofanti parlava 118 lingue. R. Wurmbrand ne parlava 7. Altri 5 ancora tanti altri 3.
Qui invece subentra una lingua diversa che i pentecostali dicono hanno ricevuto in dono dallo Spirito Santo.
A loro si aggregano anche taluni Cattolici.
Le lingue ebraico-greco-latino e l'italiano-francese spagnolo-tedesco-inglese-cinese-russo sono lingue normali che si parlano in questo pianeta.
La lingua che subentrò 2000 ani fa non era incompresibile. cioè non si tratta di quella che i pentecostali usano in qualche loro culto. Avvolte l'usano senza la cosidetta traduzione. Un uomo/donna si alza e inizia a parlare in ligue - una lingua che nessuno conosce e tutti pensano che essa è quella parlata dagli apostoli 2000 anni fa.
2000 anni fa invece avvenne che mentre 1 120 Discepoli inclusi i 12 Apostoli testimoniavano ai convenuti alla Festa di Pentecoste, loro parlavano in ebraico o dialetto di Galilea e tutti gli altri inclusi i Romani l'udivano nella loro lingua madre. Trattasi dei Romani in italiano. Questo è stato il Miracolo che avvenne per mezzo lo Spirito Santo.
1918. David du Plessis
Charles F. Parham, William Joseph Seymour Rev. Brenton Cordeiro, Colin Urquhart, Michael Harper, David Watson, Trevor Dearing
1960. Dennis Bennet,
1975 Congresso Carismatico Internazionale
1978.Il cattolico Laurentin a Dublino davanti 20.000 cattolici :
PARLARE IN LINGUE
Il fondatore della rivista Charisma: Gerhard Bially, caporedattore dell'influente rivista "Charisma", si esprime nel tentativo di giustificare tale intossicazione nonostante i numerosi ammonimenti biblici.
Helge Stadelmann e Alexander Seibel: I movimenti pentecostali-carismatici e le loro pratiche.
1. Battesimo dello Spirito Santo. Nel movimento pentecostale, il battesimo dello Spirito Santo veniva spesso insegnato e ricercato come una "seconda esperienza" oltre la nuova nascita. I credenti sono incoraggiati a ricercare questa esperienza (spesso estatica) e a farsi imporre le mani per ricevere il battesimo dello Spirito Santo. Gli effetti attesi includono il dono del parlare in lingue, il progresso nella santificazione, una testimonianza potente e una vita di preghiera vibrante. Non è raro giungere alla conclusione inversa che coloro che non hanno avuto questa "seconda esperienza" presumibilmente presentano delle carenze in questi ambiti. In questo modo, si instaura di fatto un cristianesimo a due stadi, anche se ciò non viene esplicitamente riconosciuto.
Problema: nella Bibbia, il battesimo dello Spirito Santo non ha nulla a che vedere con una simile "seconda esperienza". Sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento, il "battesimo dello Spirito Santo" è descritto come l'opera dello Spirito nell'era messianica attraverso la quale le persone spiritualmente morte giungono alla vita spirituale. È come l'acqua in un deserto, dalla quale sgorga la vita. L'alternativa al "battesimo nello Spirito Santo" è il giudizio di Dio. Attraverso di esso, una persona viene incorporata nel corpo di Cristo. Il "battesimo nello Spirito Santo" è quindi identico alla rigenerazione (Isaia 32:15; 44:3; Ezechiele 39:29; Gioele 3:1; Matteo 3:11; Atti 1:5; 1 Corinzi 12:13; cfr. Romani 5:5; Tito 3:5-6). Il "battesimo nello Spirito Santo" va distinto dall'essere ripieni dello Spirito di Dio (Atti 4:8; Efesini 5:18-19).
Documentazione: Uno studio fondamentale sul tema del "battesimo nello Spirito Santo" rimane J.D.G. Dunn, "Battesimo nello Spirito Santo", Londra 1970.
2. Parlare in lingue: Il parlare in lingue è così tipico del movimento pentecostale che è stato anche chiamato "movimento delle lingue". Il parlare in lingue è fortemente enfatizzato. Idealmente, ogni credente dovrebbe essere in grado di praticarlo come dimostrazione del proprio "battesimo nello Spirito". Generalmente si intende il parlare in una lingua non terrena ("lingue degli angeli").
Problema: L'enfasi e la pratica del parlare in lingue nel pentecostalismo assomigliano per molti aspetti proprio a ciò che Paolo cerca di correggere in 1 Corinzi 12-14: eccessiva enfasi, la richiesta che tutti parlino in lingue, il parlare sopra gli altri e il parlare senza traduzione durante le funzioni religiose. Più fondamentalmente, il problema è che il moderno "parlare in lingue" è apparentemente qualcosa di diverso dalla glossolalia biblica. Mentre quest'ultimo è un dono dello Spirito, che consiste nel parlare in una lingua straniera terrena ma non appresa per la lode di Dio e l'edificazione personale, o – se compresa – per l'edificazione degli ascoltatori (Atti 2:6-11; 10:47; 11:17; 19:6; 1 Corinzi 14), il "parlare in lingue" del movimento pentecostale si presenta come un balbettio in una sorta di "esperanto celeste". E mentre 1 Corinzi 13:8 indica che il parlare in lingue dell'era apostolica un giorno sarebbe "cessato" e in effetti è in gran parte diminuito nel corso della storia della Chiesa, la diffusione mondiale di questa nuova forma di parlare in lingue dall'avvento del movimento pentecostale è sorprendente. Documentazione: G. Hasel, "Biblical Speaking in Tongues and Today's Glossolalia", Lüneburg 1995. E. Schnabel, "Urchristliche Glossolalia", "Jahrbuch für evangelikale Theologie", 12/1998, pp. 77-100; H. Stadelmann, "Der Geist, das Wort und die Gemeinde", Bibel und Gemeinde, 101 (2/2001), pp. 15-17.
PRATICHE NON BIBLICHE
1. Uccisi nello Spirito (Riposare nello Spirito) Le persone durante gli incontri, molto spesso dopo essere state toccate da un predicatore "carismatico", vengono afferrate da una forza e gettate a terra.
Problema: Paolo, in 1 Corinzi 12:2, indica che una caratteristica di un falso spirito è l'essere irresistibilmente attratti dagli idoli silenziosi. Nella maggior parte dei casi, le persone cadono all'indietro a terra, cosa estranea alla Bibbia o menzionata solo in relazione al giudizio (Isaia 28:13). Questa caduta all'indietro è anche un fenomeno noto nel paganesimo.
Documentazione: Il fenomeno del "Stolto nello Spirito" (riposare nello Spirito) ha accompagnato, per certi aspetti, le manifestazioni pentecostali fin dall'inizio, ma ha acquisito notorietà mondiale all'interno del cristianesimo grazie all'evangelista americana Kathryn Kuhlman (1907-1976).² Gradualmente, divenne comune vedere i partecipanti cadere all'indietro sotto l'influenza di una forza, e in tali eventi erano presenti degli assistenti speciali. Anche questo era estraneo al cristianesimo in quasi 2000 anni di storia. Nell'induismo, questo fenomeno è chiamato Shakti Pat.³ Nel mesmerismo (magnetismo animale, propagato da Franz Anton Mesmer), i mesmeristi facevano cadere all'indietro i loro studenti. Chiamavano questo "esperimenti di attrazione magnetica".⁴
2. La risata nello Spirito. Spesso la risata innaturale o soprannaturale viene interpretata come la risata dello Spirito Santo.
Problema: il Nuovo Testamento non riconosce questo come un effetto dello Spirito Santo. Infatti, la Bibbia menziona la risata di Dio esclusivamente in relazione al giudizio (Sal 2:4; 59:9; Prov 1:26). 2 Jamie Buckingham, Kathryn Kuhlmann, Verlag Johannes Fix, 7060 Schorndorf, 1979. Ulteriori dettagli sul "riposare nello Spirito" si possono trovare in Alexander Seibel, The Gentle Seduction of the Church, CLV, Bielefeld, 2010, pp. 29-34. 3 Rabindranath R. Maharaj e Dave Hunt, The Death of a Guru, Schwengeler-Verlag, 1978, pp. 278-279. 4 Karl Guido Rey, God's Experiences in a Flash, Kösel, Monaco 1988, p. 88.
Documentazione: Sotto il notevole titolo "You Can Laugh About This" (Puoi riderci sopra), il pastore battista neozelandese Murray Robertson descrive la sua attrezzatura per il ministero di guarigione in un incontro con il musicista americano e fondatore del movimento Vineyard Church, John Wimber (1934-1997): "'Tutti coloro che il Signore chiama al ministero di guarigione lo sentiranno nei loro corpi, poi si facciano avanti e noi pregheremo per voi.' ... In quel momento, la mia mano destra improvvisamente iniziò a tremare violentemente, come se stesse impugnando un martello pneumatico. ... Così mi feci avanti. Furono offerte preghiere per tutti coloro che si erano fatti avanti. ... La risata mi salì alla testa, ma poiché il momento era del tutto inappropriato, la repressi. 'Lo Spirito verrà a ondate', disse Wimber, 'ogni nuova ondata porterà con sé più persone della precedente!' Nelle prime file, alcune persone hanno iniziato a ridere... Chi rideva si è zittito, tranne me. Non riuscivo proprio a smettere. E alla fine, non ce la facevo più! Sono caduto prima in avanti, poi all'indietro, e infine mi sono ritrovato a terra, rotolando e stringendomi il fianco dalle risate. Ormai ero circondato da spettatori; stavo dando spettacolo! ... Ho riso per circa tre quarti d'ora. Quando finalmente ho smesso, un collega, un mio carissimo amico, si è avvicinato, mi ha messo una mano sulla testa e ha detto: "Signore, dagliene ancora!" e ho dovuto ridere per altri tre quarti d'ora! Poi l'ho implorato di non pregare più per me; le costole mi facevano già male per tutte quelle risate!
3. La "Benedizione di Toronto" All'inizio del 1994, la cosiddetta "Benedizione di Toronto" si diffuse come un turbine tra le chiese carismatiche in particolare e il mondo evangelico in generale, lasciandolo sbalordito. Le risate erano a volte così involontarie e contagiose che questa "benedizione" venne anche chiamata "il risveglio della risata". Inoltre, si verificarono manifestazioni alquanto insolite sotto forma di versi di animali.
Problema: anche con il massimo ottimismo, non è biblicamente plausibile che esseri razionali emettano improvvisamente suoni simili a versi di animali.5 Murray Robertson, "You Can Laugh About That", John Wimber/Kevin Springer, The Third Wave of the Holy Spirit, Projektion J, 1988, pp. 175-176. Vedi anche ideaSpektrum 20/92 sulla conferenza con John Wimber ad Amburgo sotto il titolo "La risata di Dio".9 In 1 Corinzi 14:6-19, l'argomentazione principale dell'apostolo Paolo consiste nello spiegare (versetto 9) perché le dichiarazioni degli oratori devono essere comprese.
Documentazione: Il motivo della visita (da Toronto, nota) è per ricevere "Esso". ...Alcune delle manifestazioni di "Esso" sono persone che ruggiscono come leoni o orsi; uno addirittura ragliava come un asino, il che spinse un pastore ad annunciare quanto fosse meraviglioso che Dio avrebbe rivelato ancora una volta Gesù che veniva sul dorso di un asino.6 Un numero crescente di svenimenti ed episodi isterici nei servizi religiosi preoccupa la Chiesa anglicana d'Inghilterra. Nella carismatica congregazione londinese della Santissima Trinità, un servizio ha dovuto essere interrotto a causa di "condizioni caotiche", secondo quanto riportato dai giornali. Secondo quanto riferito, i visitatori scoppiarono in risate isteriche e singhiozzi, parlarono in lingue straniere e crollarono a frotte... Il pastore Sandy Miller vede questi eventi come "opera dello Spirito Santo". Li considera presagi di un "risveglio religioso" mondiale.7 Anche il "Corso Alpha", sempre più popolare e interconfessionale, affonda le sue radici in gran parte in questo risveglio. Nicholas (Nicky) Glyn Paul Gumbel (nato nel 1955), responsabile di questo corso, è il pastore ordinato della stessa chiesa londinese che fu la prima in Europa ad adottare la Benedizione di Toronto. Quando Wimber gli impose le mani, Gumbel sentì come se "qualcosa di simile a una corrente elettrica di diecimila volt" gli scorresse nel corpo. Nel giugno del 1995, il cosiddetto "Risveglio di Pensacola" ebbe inizio presso l'Assemblea di Dio di Brownsville, in Florida. Si tratta di una riedizione della Benedizione di Toronto, presentata in modo più accattivante in alcune parti. Alcuni aspetti sembrano più biblici, mentre altri sono ancora più bizzarri. Le persone hanno avuto violente convulsioni e attacchi di tremore. Sono state create mappe spirituali dell'area circostante per identificare e vincolare gli "spiriti territoriali". Prima di ogni funzione, la sala della chiesa veniva perlustrata per scacciare i demoni da ogni sedile e angolo.6 Frank McClelland, "The Blessing in Toronto and the 'Toronto-Blessing'," Revivalist, Toronto No. 94, p. 5.7 idea (Servizio informazioni dell'Alleanza evangelica) n. 71/94, 23 giugno. Da questo dipende il successo del "risveglio".8 Rappresentanti: Rodney Howard-Browne, Benny Hinn, Claudio Freidzon, Randy Clark, Walter Heidenreich, Ingolf Ellßel, Peter Wenz, Jobst Bittner, Geri & Lilo Keller, Ortwin Schweitzer, JMEM, Hanspeter Nüesch, Heinrich Christian Rust. Pensacola: Stephen Hill, Michael Brown, John Kilpatrick.
4. Danzare nello Spirito. Similmente alla risata, anche la danza è interpretata come una speciale espressione dello spirito, intesa a lodare Dio. Viene persino definita "danza profetica".⁹
Problema: la danzare nello spirito è sconosciuta nel Nuovo Testamento. I veri adoratori adorano in spirito e verità. La danza e la consapevolezza del corpo sono elementi fortemente enfatizzati dal movimento New Age e sono noti nel paganesimo come modi per onorare gli dei.
Documentazione: persino David Wilkerson si è lamentato del fatto che, da quando i carismatici hanno introdotto la danza nei servizi di culto, i peccati sessuali siano aumentati drasticamente in questi ambienti. Qualcuno lo ha espresso in modo piuttosto brusco, riferendosi a Marco 6:22: "L'unica volta in cui si è danzato nel Nuovo Testamento è stata quando Erode Antipa ha perso la ragione e Giovanni Battista la testa".¹⁰
5. Vangelo della prosperità Secondo questa credenza, una fede presumibilmente completa non solo porta alla liberazione dalla colpa del peccato, ma anche alla vittoria su ogni malattia e povertà. Problema: questa era la "teologia" degli amici di Giobbe. Secondo questo insegnamento, Paolo sarebbe un esempio meno come apostolo e più come fallimento (1 Corinzi 4:8-10; 2 Corinzi 6:10). La fede incondizionata nella salute ha già portato molte persone a rimorsi di coscienza quando la guarigione non si è materializzata.8 Dave Hunt, *The Occult Invasion*, CLV, 1999, p. 523. 9 Charisma, Düsseldorf, n. 110, p. 15. 10 Un'ottima riflessione su questo argomento è quella di Brian Edwards, *Shall We Dance?*, Evangelical Press 1984, traduzione tedesca: *When the Show Kills the Word*, Bethany, 2003. 11 Non di rado, i cristiani sono letteralmente morti per la loro fede. La Bibbia insegna che stiamo aspettando la redenzione del corpo (Romani 8:23).
Documentazione: Si afferma che la vittoria di Gesù non solo affronti il peccato e la malattia, ma si estenda anche alla prosperità e al successo. Questa linea di pensiero si è diffusa in modo particolare negli ultimi anni. I predicatori americani Kenneth Hagin e Kenneth Copeland hanno contribuito in modo significativo alla diffusione di questa idea. Copeland, il più stretto collaboratore di Hagin, afferma addirittura che l'uomo è un dio, sebbene scritto con la "g" minuscola. Il medico e scrittore Dr. Wolfhard Margies (fondatore della "Chiesa sulla Via") è anch'egli un convinto sostenitore di questo "vangelo della prosperità". Nel suo libro "La Croce dei Beati", nella sua valutazione delle benedizioni visibili e della prosperità, arriva a descrivere i cristiani perseguitati in Russia come vittime della loro stessa fede non vissuta, perché non sono riusciti ad applicare queste leggi della fede, che presumibilmente garantiscono salute e successo. Essi "...attraverso le loro priorità non bibliche di sofferenza, che si oppongono alla volontà di Gesù, hanno indirettamente spinto le autorità verso secoli di forme di governo antidivine. Con la loro comprensione distorta, alla fine hanno raccolto ciò che hanno seminato".¹¹ Anche l'evangelista coreano David Yonggi Cho opera a questo livello di pensiero orientato al successo. Poiché credono di aver riconosciuto nuove o maggiori dimensioni, tali movimenti o chiese portano molto spesso il nome di "Vangelo Completo". Cho parla di un impatto quintuplice del Vangelo. Questo include non solo la liberazione dalla malattia, ma anche la liberazione dalla maledizione della povertà. Secondo questa credenza, la prosperità e il successo sono la prova visibile del favore di Dio. "Credo che sia volontà di Dio che viviamo nella prosperità spirituale, fisica e finanziaria".¹² Il predicatore tedesco Siegfried Müller (fondatore della "Missione di Karlsruhe"), molto influenzato da Yonggi Cho, dichiarò in un sermone del 19 ottobre 1986 che disonoriamo Dio se guidiamo un'auto arrugginita.¹¹ Wolfhard Margies, La croce dei beati, Aufbruch, Berlino 1990.¹² Paul Yonggi Cho, Non solo numeri, Verlag Information und Kommunikation, Bad Homburg 1986, p. 35.
Nello stesso messaggio, si riferisce a se stesso come “Re di Karlsruhe”.13 Mentre Paolo poteva ancora scrivere: “come i poveri, eppure arricchendo molti” (2 Corinzi 6:10), si può dire di alcuni di questi predicatori: “Come i ricchi, eppure arricchendo molti”. Rolf Hille, ex presidente dell'Alleanza, scrive in questo contesto: “Mentre la questione della colpa è risolta per i cristiani dal fatto che Gesù Cristo perdona i peccati, la questione della felicità e del benessere nella vita terrena rimane aperta”. A questo proposito, il movimento carismatico è, Così sostiene Hille. Crede che fallisca a causa di un'interpretazione errata della Bibbia, poiché considera la guarigione come la norma e la malattia come l'eccezione. Il desiderio di restaurazione del paradiso, tuttavia, non si realizza in questa vita.14 Rappresentanti: Oral Roberts, T.L. Osborn, Robert Schuller; Yonggi Cho, Kenneth Hagin, Kenneth Copeland, Wolfhard Margies, Siegfried Müller, John Angelina, Terry D. Jones, Volkhard Spitzer e altri.
6. Visualizzazione. Questo metodo è stato reso particolarmente popolare da Yonggi Cho. I risultati si ottengono attraverso la visualizzazione attiva e una vivida immaginazione. L'immagine visualizzata internamente o vividamente immaginata viene poi considerata realtà attraverso la fede. Pertanto, una persona malata deve semplicemente immaginarsi sana e crederci abbastanza fortemente da guarire.
Problema: questo ricorda le tecniche di autosuggestione e autoipnosi, in cui si cerca di convincersi del risultato desiderato. L'autosuggestione viene confusa con la fede. Il metodo della visualizzazione è una tecnica magica in cui una persona concepisce, crea o "crede" nel proprio universo e quindi diventa essa stessa un dio. Documentazione: queste idee emersero già alla fine degli anni '40 attraverso Agnes Sanford e Camp Farthest Out, ma raggiunsero un'influenza diffusa e una diffusione globale solo attraverso il pastore Yonggi Cho. 13 Wolfgang Bühne, Playing with Fire, CLV, Bielefeld 1991, p. 158. 14 ideaSpektrum 36/2009, p. 14. 15 Visualizzazione, S.C.P. Journal, Vol. 9:3, 1990, pp. 16 e segg. 13 I metodi di visualizzazione sono molto diffusi nel paganesimo, soprattutto tra sciamani e stregoneria.16 Hank Hanegraaff, autore americano e direttore del "Christian Research Institute" - una sorta di centro evangelico americano per questioni di visione del mondo - spiega, in qualità di esperto di sette e dottrine speciali in relazione al bestseller di Yonggi Cho "La quarta dimensione": "Il concetto di Cho di pensiero quadridimensionale non è altro che occultismo."17 Rappresentanti: Agnes Sanford, Morton Kelsey, Dennis e Rita Bennett, John e Paula Sandford, Yonggi Cho, Wolfhard Margies.
7. JDS (Gesù morì spiritualmente) Secondo questa dottrina, Gesù morì non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Si dice che sia stato tormentato all'inferno dal diavolo per tre giorni e tre notti, e che in tal modo abbia portato alla nostra salvezza.
Problema: Questa dottrina sminuisce l'opera compiuta di Cristo e, involontariamente, stilizza il diavolo come co-redentore. Inoltre, questa dottrina è stata sconosciuta al cristianesimo per millenni. Anche prima della sua morte fisica, Gesù disse: "È compiuto" (Giovanni 19:30). Non c'è altro da aggiungere.
Documentazione: Negli anni '80, il "Movimento della Fede" o "Movimento della Confessione Positiva" divenne il principale punto di contesa carismatico, soprattutto a causa di questa particolare dottrina, JDS.18. La dottrina rifiuta la povertà, la sofferenza e la sconfitta nella vita di un cristiano al fine di glorificare Gesù. Rappresentanti: Kenneth Hagin, Kenneth Copeland, Paul E. Billheimer, Wolfhard Margies.
8. Movimento del Discepolato Pastorale Negli anni '70, il cosiddetto "Movimento del Discepolato Pastorale" si formò grazie all'influenza preponderante di Bob Mumford, Derek Prince, Charles Simpson, Don Basham ed Ern Baxter, noti anche come i "Cinque di Fort Lauderdale". Ogni credente è particolarmente responsabile nei confronti di una persona al di sopra di lui, chiamata pastore ordinario (struttura organizzativa piramidale a più livelli).
Problema: Ciò portò a una tale sottomissione e dipendenza dal rispettivo "pastore" da aprire la porta alla manipolazione e alla schiavitù da parte di altre persone "spirituali" (1 Corinzi 7:23).
Documentazione: La sottomissione e la dipendenza del singolo credente dal suo "pastore" arrivarono a tal punto che gli stessi carismatici parlarono di lavaggio del cervello e stregoneria (Pat Robertson). Ciò ha portato alla più grande controversia all'interno del movimento carismatico nel 1975 e nel 1976.19 Derek Prince in seguito prese pubblicamente le distanze da questa dottrina e si pentì del suo legalismo.20
9. Teologia del Regno (Teologia del Dominio): Insegna una nuova generazione di credenti, dotati di poteri soprannaturali, che supereranno ogni opposizione al Vangelo e alla fine sottometteranno tutte le nazioni. Il dominio poggerà sulle spalle di questa élite e, quando avranno sottomesso tutti i governi, Cristo ritornerà ed essi gli consegneranno il regno.
Dichiarazione del problema: Questa nozione trionfalistica contraddice l'escatologia biblica. La Bibbia parla della grande apostasia alla fine dei giorni e descrive il potere dei segni e dei prodigi nel contesto dell'inganno. Documentazione: Attraverso l'influenza del predicatore pentecostale statunitense Paul Caine (1929-2019), John Wimber per un certo periodo ha sostenuto la dottrina dell'"Esercito di Gioele". Si trattava di una nuova generazione di credenti dotati di poteri soprannaturali e carismi speciali. Questi "vincitori" avrebbero eliminato ogni opposizione al Vangelo e, in definitiva, avrebbero portato tutte le nazioni sotto il loro dominio. Questa dottrina fa parte della già citata "teologia del Regno".19 Stanley M. Burgess e Gary B. McGee, Dictionary of the Pentecostal and Charismatic Movements, Regency Reference Library, 1988, p. 784.20 Conferenza dell'agosto 1991, East-West Conference, Karlsruhe.15 - L'unico punto degno di nota è che questo "esercito" a cui Wimber si riferisce nelle parole di Gioele, come giustamente sottolinea Clifford Hill, non è un esercito del Signore, ma un esercito di distruzione.
10. Trasferimento dei doni: I carismatici come John Wimber diffondono la convinzione che sia possibile trasmettere doni ad altri attraverso l'incoraggiamento e l'insegnamento. Ad esempio, si tengono conferenze in cui i credenti dovrebbero imparare il dono della guarigione o sono incoraggiati a farsi avanti per ricevere il dono desiderato.
Problema: Questa idea di fattibilità contraddice la sovranità di Dio, il quale, come è noto, distribuisce i doni come vuole (1 Corinzi 12:7). La guarigione divina è un intervento gratuito di Dio. Se fosse apprendibile, ciò porterebbe alla fattibilità e, in ultima analisi, alla magia, dove gli esseri umani tentano di controllare Dio.
Documentazione: Un esempio è la conferenza di John Wimber a Francoforte nel 1987. Il predicatore statunitense McClure ("Chiesa Pentecostale Dio") invitò tutti i partecipanti che desideravano ricevere il dono dell'evangelizzazione ad alzare la mano: "Ricevete il dono dell'evangelizzazione!". Segue una preghiera in lingue, la cui interpretazione assicura che lo Spirito di Dio sta elargendo questo dono. Quindi, per il dono della profezia si usano dei segnali con le mani. Quando viene chiesto loro del dono della guarigione, più della metà dei presenti alza la mano. McClour: "Vi dico a nome di Cristo: guarite i malati, scacciate i demoni, predicate il Vangelo. Ricevete questo dono da Cristo!" (Applausi dal pubblico).
11. Guerra spirituale Questa dottrina, che ha acquisito sempre maggiore influenza negli ultimi anni, si occupa specificamente della realtà degli spiriti territoriali. Per facilitare un risveglio, bisogna apprendere, attraverso ispirazioni speciali, i nomi della gerarchia demoniaca del rispettivo 21 Stephan Holthaus, Kingdom Theology: New Age in the Church of Jesus, Light and Life 12/87, pp. 286-287. 22 Clifford Hill, Which Army?, Prophecy Today, volume 7, n. 1, gennaio/febbraio 1991, p. 11. 23 Vedi il rapporto di S. Großmann in: DIE GEMEINDE 50/87, p. 10. luogo che deve essere risvegliato. Queste potenze potrebbero quindi essere affrontate e scacciate da guerrieri particolarmente dotati, dopodiché inizia il risveglio. Dichiarazione del problema: non vi è alcuna indicazione di questo tipo di guerra spirituale nel Nuovo Testamento. Ciò porta a una malsana preoccupazione per le potenze demoniache, che in alcuni casi assomiglia persino a pratiche spiritiste e visioni del mondo pagane. Documentazione: Il rappresentante e divulgatore più influente di questa dottrina è stato il teologo americano Professor C. Peter Wagner (1930-2016). Ad esempio, egli riporta del pastore argentino Omar Cabrera, che "ha esperienza nel trattare con demoni attivi in una zona localizzata", che vede anche in forma fisica, e i cui nomi esplora per spezzare il loro potere su un territorio. Insieme ad altri "eminenti leader cristiani in Argentina", sfidano direttamente Satana e lo maledicono.24 - Significativamente, un libro di Peter Wagner si intitola "Potenze Territoriali".25 Le marce di Gesù promosse possono anche essere viste come una strategia all'interno del quadro di questa "guerra spirituale". Attraverso tali marce, la presenza o la vittoria di Gesù viene letteralmente portata nel rispettivo luogo. Come prova storica di tale “lotta”, la rivista “Gemeinde-Erneuerung” (Rinnovamento della Comunità) cita, tra le altre cose, le processioni cattoliche delle Rogazioni: “Dal IV secolo, la Chiesa ha conosciuto la processione dei cristiani attraverso le campagne e le città con preghiere e canti; dal XIII secolo, anche con la presentazione dell'Ostia: la processione nelle sue diverse forme storicamente sviluppate. Nella sua vera forma, la processione (cattolica) è 'una solenne processione di supplica', ... Che la Chiesa abbia effettivamente usato la processione anche come mezzo nella guerra spirituale è dimostrato dalle cosiddette processioni di lustrazione, in cui si procede generalmente attraverso spazi (case o aree) che devono essere esorcizzati, cioè liberati dai demoni, o santificati, cioè consegnati al dominio di Dio. Se Dio dovesse attualmente riportare alla luce tesori della Chiesa, che sono connessi alla preghiera per l'unità, il risveglio, 24 Citato in Wolfgang Bühne, Giocando con Fuoco, op. cit., p. 248. 25 C. Peter Wagner, Territorial Powers, Gottfried Bernard Publishing House, 1991. L'evangelizzazione e la riconquista di città e campagna diventeranno importanti per Gesù? Sembra proprio di sì!26 Rappresentanti: Peter Wagner, Carlos Anacondia, Omar Carbrera, George Otis Jr., Wolfhard Margies, John Wimber; Rappresentanti delle marce di Gesù: Graham Kendrick, Reinhard Bonnke, Peter Wenz, Walter Heidenreich, Keith Warrington.
12. Pentimento vicario per identificazione. Negli ultimi anni si sono registrati ulteriori sviluppi relativi a questa particolare forma di "guerra spirituale", tra cui pratiche come la creazione di mappe spirituali, la conficcamento di pali per rivendicare le città per Dio, le marce di riconciliazione e, più recentemente, il "pentimento vicario per identificazione". Questo si riferisce al riconoscimento simbolico e al pentimento per i peccati dei nostri antenati nei confronti dei discendenti di coloro che hanno oppresso i nostri progenitori. C. Peter Wagner, in un articolo su questo argomento pubblicato sulla rivista americana "Charisma", afferma che è autorità della Chiesa "cambiare il passato".27 Recentemente sono state dedicate anche delle "montagne della preghiera". In alcuni casi, il pentimento vicario viene praticato per eventi accaduti 2500 anni fa!
Problema: queste dottrine particolari, che enfatizzano il demoniaco in modo non biblico, ricordano il "guardatevi dagli spiriti ingannatori e dagli insegnamenti dei demoni" menzionato in 1 Timoteo 4:1. Bill Randles, a sua volta pastore pentecostale, si chiede in questo contesto: siamo forse la prima generazione ad aver inventato la “mappatura spirituale”, l’“identificazione del pentimento” e a comandare allo Spirito di venire a noi?28 Bisognerebbe ricordare la famosa citazione di Charles Spurgeon: “Non c’è niente di nuovo in teologia se non ciò che è falso”.
Documentazione: circa 200 persone riempiono la tenda. Sono venute... per fare penitenza insieme per gli eventi peccaminosi della storia tedesca... Dopo aver presentato i fatti storici, Margies offre preghiere individuali e impulsi penitenziali... “Noi non portiamo il pesante fardello della colpa e del peccato che nominiamo qui. Lo deponiamo soltanto sulla croce.” ... “Se vi spunta un debole sorriso sul volto al pensiero di pregare per qualcosa che è accaduto 2500 anni fa, mettetelo da parte.” ... Il contesto teologico della penitenza vicaria per i peccati dei nostri antenati è spiegato anche, tra le altre cose, nel “Libro di storia tedesca per la preghiera”. 29 rappresentanti: Wolfhard Margies, Walter Heidenreich, Christoph Häselbarth, Ortwin Schweitzer, Peter Wenz, John Mulinde.
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*ADORAZIONE*
SALA DI CULTO
MANNHEIM (GERMANIA)
ANDIAMO ALLA CASA DEL SIGNORE!
ADORIAMO, LODIAMO, RINGRAZIAMO! CREDIAMO, UBBIDIAMO LA PAROLA DEL SIGNORE!
Evangelista:
Timpanaro Salvatore
COLPORTAGE / EVANGELIZZAZIONE
ATTRAVERSO LA STAMPA:
GESU' TI SALVA!
Lo SPIRITO SANTO Ti guida a LUI, attraverso la SACRA BIBBIA.
Credi-ubbidisci!
Ti battezzi e vieni salvato/a.
Vivi conforme il Teovangelo.
Sei un/a cristiano/a praticante.
Vieni purificato/a, giustificato/a.
La vita di perfezione cristiana è
una comunione giornaliera con GESU' CRISTO.
Vivere in santità!
OPERA MISSIONARIA CRISTIANA -PAVIA
QUESTO E' IL MIO SITO A PAVIA
VIA CIVIDALE, 15
BENVENUTI NELLA CITTA' DI PAVIA.
CON I PANNI DI PECCATORE NON SI ACCEDE A PAVITA.
NUOVA GERUSALEMME!
SCUOLA MISSIONARIA INTERNAZIONALE
SCUOLA MISSIONARIA INTERNAZIONALE
<1967-1969>
EVANGELIZZAZIONE A
WORMS
MONUMENTO "RIFORMATORI"/ LUTHERPLATZ (1970)
ESCURSIONE SCOLASTICA
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